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All Inclusive Maxi di Wind. Antitrust sospende l’attivazione per oltre 29 milioni l’anno

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Su denuncia di Aduc, l’Antitrust – che nei giorni scorsi aveva aperto un procedimento per pratica commerciale scorretta ha ordinato a Wind la sospensione provvisoria dell’attivazione dell’offerta “All Inclusive Maxi”, servizio non richiesto a pagamento che la società avrebbe attivato da oggi ad un milione e mezzo di consumatori, per un costo annuo – per ogni sim – di 19,50 euro e per un introito nelle casse della società di 29 milioni e 250 euro l’anno.


All Inclusive Maxi è il servizio che Wind avrebbe attivato a partire da oggi, dal 29 aprile 2016, ad un milione e mezzo di consumatori e consistente in un Giga per connessione dati in più al prezzo di 1,50 euro ogni 4 settimane. Wind si è difesa davanti all’Autorità sostenendo di aver sì emulato Vodafone e Tim, ma di essersi differenziata dai concorrenti, poiché avrebbe “appioppato” ai consumatori un servizio affine a quelli già acquistati (cioè un Giga in più di connessione dati). Il tutto – secondo la difesa di Wind – a “beneficio” del consumatore, dandogli anche la possibilità di recedere. Sempre secondo Wind, i consumatori sarebbero stati ben lieti della novità poiché la connessione dati è  “una componente che è la più richiesta dai clienti” e la pratica sarebbe pienamente lecita poiché – cavilla la società – il costo del Giga in più sarebbe scontato rispetto al prezzo al quale viene venduto normalmente.

Il “no” dell’Antitrust a All Inclusive Maxi è stato fermo e deciso, e ha ordinato la sospensione della pratica poiché si tratta di una pratica scorretta che comporta un pagamento supplementare rispetto a quello concordato, senza aver richiesto preventivamente il consenso dei consumatori, e obbligandoli ad attivarsi per rinunciare a questo servizio.

Del resto, il consumatore che vuole un Giga in più ha già la possibilità di acquistarlo separatamente e  quindi a maggior ragione l’operazione è illegittima.
Anche la richiesta – formulata da Wind – di non sospendere l’attivazione di All Inclusive Maxi poiché comunque i consumatori scontenti potrebbero chiedere successivamente un rimborso è stata respinta dall’Antitrust. La sospensione della pratica è a nostro avviso l’unico strumento realmente utile oggi in mano all’AGCM poiché impedisce a monte che siano causati danni economici ai consumatori. Il vero  “successo” di una attività di contrasto alle pratiche commerciali scorrette sta nell’inibirle, non nell’emissione “postuma” di provvedimenti di condanna, che peraltro non hanno effetti diretti sui singoli consumatori.

Wind – come gli altri gestori – avrebbe ovviamente preferito incamerare 29 milioni e più l’anno; il rimborso sarebbe stato eventuale ed ipotetico, poiché il consumatore avrebbe dovuto penare per riavere il proprio denaro. Ma chi, per 19 euro e 50, paga una raccomandata alla posta, invia una istanza di conciliazione al Corecom e presenzia all’udienza perdendo una giornata di lavoro? Per poi sentirsi rispondere – capita spesso – con faccia di bronzo dal gestore che per loro è “tutto regolare”?

In attesa della definizione del procedimento, suggeriamo a tutti i consumatori che avessero comunque ricevuto un addebito da parte di Wind per il servizio All Inclusive Maxi di:
– inviare, via pec o a mezzo raccomandata AR una lettera di diffida;
– inviare una segnalazione all’Antitrust.