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Autovelox illegittimi. Il Tribunale di Firenze dà ragione agli automobilisti. Prosegue la battaglia di Aduc per la certezza del diritto

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La “vicenda” degli autovelox fiorentini illegittimamente installati in centro città dal Comune per far cassa va avanti dal 2010, e non ha ancora visto la parola fine.

Una recente sentenza del Tribunale di Firenze (n. 3055 del 26 settembre 2017) ha annullato un verbale per eccesso di velocità rilevato dall’autovelox automatico installato su Viale Gramsci, viale che non può essere considerato “strada urbana di scorrimento” perchè non è presente la banchina, requisito che il codice della strada prevede come indispensabile per questa tipologia di strade.

Secondo il giudice infatti, seppur il codice della strada non specifichi la dimensione minima della banchina per le strade di vecchia costruzione, questo spazio deve essere comunque idoneo a garantire la sosta di emergenza di un veicolo. Del resto, spiega il Giudice, anche sulle autostrade è prevista alternativamente la presenza di una corsia di emergenza o di una banchina e, di conseguenza, “l’utilizzo della congiunzione “o” a proposito delle caratteristiche dell’autostrada, la quale deve avere la corsia di emergenza “o” la banchina, è particolarmente rivelatrice della funzione della banchina, funzione evidentemente omogenea rispetto a quella della corsia di emergenza. […] su viale Gramsci non esistono spazi che possano assolvere a questa funzione, piuttosto esistono spazi destinati ad ospitare cassonetti e fermate di autobus o altri ingombri”.

Una buona notizia quindi per chi ha ricevuto una contravvenzione illegittima. Ma a ben vedere, si tratta solo di una mezza vittoria. E ciò perchè attualmente, l’automobilista che fa ricorso a Firenze contro una multa illegittima per eccesso di velocità, avrà ragione o torto a seconda del giudice di pace al quale la causa verrà assegnata (l’80% circa dei giudici di pace fiorentini accoglie i ricorsi). Stesso discorso in appello: parte del tribunale dà ragione al Comune, altra parte all’automobilista.

Il risultato è in ogni caso a scapito dell’utenza e della certezza del diritto poiché in base ad un criterio puramente casuale (il giudice assegnatario) si avrà ragione o torto.

Sul caso fiorentino – l’autovelox di viale Etruria, in quel caso – si è pronunciata anche la Corte di Cassazione nell’ottobre 2016, escludendo che qualsiasi spazio, anche minimo, possa essere considerato “banchina” e rimandando al Tribunale di Firenze per misurare questo spazio e verificare se possa essere considerata o meno banchina.

Il Comune, che già si era difeso in Cassazione sostenendo in malafede che su Viale Etruria la banchina fosse larga mezzo metro, per quanto a nostra conoscenza non ha riassunto la causa in Tribunale, quindi la questione resta ancora irrisolta.

Una scelta a nostro avviso criticabile, dietro la quale probabilmente si nasconde il timore che – se portata fino in fondo – la questione volga a totale favore dei cittadini e quindi il Comune debba definitivamente rendere le armi e smantellare gli autovelox cittadini che tanto denaro portano alle casse comunali.

Per questo motivo, Aduc si è offerta di sostenere le spese legali del grado di appello e di Cassazione ad un automobilista fiorentino, per esser certi che – questa volta – si arriverà fino in fondo. Per ora, siamo in attesa della fissazione dell’udienza in Cassazione.

Qui le indicazioni su come fare ricorso

 

(Già pubblicato in Aduc)