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Firenze – porta telematica Lungarno Diaz. Tribunale di Firenze: multe illegittime

lungarno diaz

La fantasiosa selva di cartelli segnaletici apposti accanto alla porta telematica di Lungarno Diaz, sospesa a metà tra una corsia preferenziale riservata ai mezzi pubblici – con numerose deroghe – e un accesso a ZTL, ha mietuto molte vittime, per lo più fra i titolari di attività economiche e piccoli artigiani con permesso di accesso alla ZTL.

Tutte multe illegittime, serialmente annullate sia dai diversi Giudici di Pace di Firenze che dal Prefetto di Firenze. A questo coro, si è appena aggiunto il Tribunale di Firenze che ha confermato e ribadito che i cartelli apposti all’ingresso della ZTL con corsia riservata sono confusionari e contraddittori:

emerge come effettivamente il ricorrente non fosse posto in grado di comprendere che il permesso di cui era titolare non potesse accedere al Lungarno Diaz utilizzando quella corsia; la cartellonistica, come risultato dal fioccare dei ricorsi, non risultava affatto chiara sulla descrizione delle categorie alle quali l’accesso non era consentito dal luglio 2012; e in particolare non era affatto evidente che non potessero entrare i veicoli titolari di permesso ZTL per attività economica settore A non aventi sede lungo l’itinerario ma soltanto quelli aventi sede lungo l’itinerario ovvero titolari di permesso settore A+ aventi sede anche fuori dall’itinerario. La sorte di chi era in possesso di un permesso per attività economica del settore A non era affatto chiara in base a quella congerie di cartelli dei quali era persino difficile cogliere il collegamento tra loro”.

Si legge anche nella sentenza che la stessa Polizia municipale, ad un certo punto, resasi conto della “poca chiarezza” della cartellonistica, aveva “valutato” la possibilità di annullamento in via di autotutela delle multe per l’accesso alla porta telematica di Lungarno Diaz.

Valutazione che però non si è tradotta in azione, probabilmente in un’ottica di “bilancio”: su mille multe in pochi ricorrono per ottenerne l’annullamento, con incasso decisamente maggiore (per quanto sostanzialmente illegittimo) rispetto ad un annullamento d’ufficio di tutte e mille.

Il che è il contrario di un rapporto fra cittadino e amministrazione basato su lealtà e buonafede.